Fibromialgia, il male invisibile che colpisce sempre più persone



La fibromialgia è un male invisibile di cui si è discusso molto negli ultimi anni. Sebbene l’attenzione verso la malattia stia aumentando, in realtà si affronta ancora molto poco. E soprattutto non si riesce a comprendere pienamente: a volte, viene interpretata nel modo sbagliato, ma non solo.

Le persone che non soffrono di fibromialgia tendono a sottovalutarla. In alcuni casi, persino a deriderla. Invece, è un grosso problema che affligge particolarmente le donne: le statistiche sono chiare a riguardo e indicano che 9 pazienti su 10 sono donne. Secondo le stime, in Italia circa 2 milioni di persone soffrono della sindrome fibromialgica.

Che cos’è la fibromialgia

Una patologia non semplice da diagnosticare, e che solo di recente è stata riconosciuta dall’Oms: nel 1992, dopo anni di dolori invisibili e soprattutto di sofferenze continue. In alcuni casi, può diventare persino invalidante, ma ad oggi non è ancora stata considerata tale dal Sistema Sanitario Nazionale.

Ci si riferisce a lei come un “male invisibile” poiché non è evidente: un po’ come la depressione, i sintomi della sindrome fibromialgica sono estremamente personali. Non si nota all’esterno, ma all’interno, chi ne soffre, urla, cerca di non piegarsi alla malattia. Di lottare contro un mostro che non si fa trovare.

Chiamata anche come Sindrome di Atlante, è una patologia cronica, cui il dolore muscolare cronico si associa a rigidità. Non c’è uno stop al dolore: ci sono giorni in cui va meglio e giorno in cui spesso non si riesce neppure ad alzarsi dal letto. Ma gli altri questo non possono vederlo: ed è qui che il malato di fibromialgia inizia a combattere.

Come capire se si soffre di fibromialgia?

I sintomi della sindrome fibromialgica sono molteplici: non si parla solo di dolore muscolare, infatti. La malattia è difficile da diagnosticare proprio per la grande varietà di conseguenze. Possono manifestarsi in qualsiasi momento anche crampi, cefalea, astenia, diminuzione delle forze, ma anche disturbi del sonno.

In alcuni casi, sul lungo termine, può portare alla mancata concentrazione, all’ansia e attacchi di panico, o addirittura alla depressione. Al giorno d’oggi, è necessario porre l’attenzione su tale patologia e sugli sviluppi che potrebbe avere sul lungo termine. Al momento, è necessario che venga riconosciuta come malattia invalidante.

Purtroppo, non molte persone sanno se ne soffrono effettivamente. Nel caso di alcune donne, ci sono voluti mesi, se non anni, prima di giungere a una diagnosi ufficiale. Principalmente, lamentavano stanchezza, affaticamento, dolore diffuso su spalle, colonna vertebrale, polsi e cosce.

Come alleviare i dolori

Un altro aspetto interessante della sindrome fibromialgica è che spesso viene riconosciuta unicamente per esclusione di altre malattie. Attualmente, il metodo più diffuso per comprendere se se ne soffre è di eseguire una palpazione dei tender points. L’esame diagnostico permette di effettuare pressione in determinati punti del corpo per vedere dove si prova maggiormente dolore.

Per il momento, non esiste una cura alla fibromialgia. Nessuna terapia per provare a diminuire le sofferenze, e questo è un altro enorme problema. Alcuni provano ad assumere degli antidolorifici o antinfiammatori, in particolare quando il dolore si manifesta in modo piuttosto violento.

Per trattare le rigidità, molte donne scelgono di praticare attività fisica, come lo yoga, l’attività aerobica. E ancora possono tornare utili il training autogeno o l’ipnositerapia. Bisogna però sottolineare che un aiuto deve venire anche da coloro che sono parenti o amici: un sostegno psicologico, morale e fisico, è vitale per chi ne soffre.

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