Artrosi di ginocchio: cos’è e come si cura



L’artrosi di ginocchio è una condizione molto diffusa. Se ne parla spesso ma non tutti sanno di preciso in cosa consiste. Nelle prossime righe, cerchiamo di sviscerare qualche dubbio in merito e di vedere soprattutto quali sono gli approcci curativi migliori.

Cos’è l’artrosi di ginocchio?

L’artrosi di ginocchio è una patologia ortopedica degenerativa e irreversibile. Nello specifico, si contraddistingue per la degenerazione della cartilagine articolare, con conseguente contatto dei capi ossei e insorgenza di un forte dolore, così fastidioso da compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane, dal camminare fino all’allacciarsi le scarpe.

Per amore di precisione, è necessario ricordare che esistono due tipologie di artrosi al ginocchio. Ecco i dettagli in merito:

  • Artrosi primaria: in questo caso, si ha a che fare con una degenerazione articolare non dovuta a causa specifiche.
  • Artrosi secondaria: in tale frangente, invece, l’artrosi al ginocchio è causata da fattori come le deformità scheletriche o le fratture. In alcuni casi, all’insorgenza della patologia a cui stiamo dedicando queste righe possono contribuire anche malattie reumatologiche.

In merito a questa distinzione, è doveroso rammentare che, nella maggior parte delle situazioni, l’artrosi primitiva è accompagnata da un quadro di degenerazione articolare che riguarda anche altre parti del corpo, come per esempio le mani.

Un altro aspetto basilare da sottolineare riguarda il fatto che, molto spesso, il quadro artrosico al ginocchio si accompagna a conformazioni parafisiologiche dell’articolazione come il ginocchio varo e il ginocchio valgo.

Come si diagnostica

Il punto di riferimento principale per la diagnosi di gonartrosi – altro nome per la patologia “protagonista” di questo articolo – è la radiografia, da effettuare sotto carico, ossia mentre ci si trova in piedi.

Come si cura

L’artrosi di ginocchio è, come già detto, una patologia irreversibile. Una volta che l’usura è iniziata, infatti, non si può fermare definitivamente. Si può però ricorrere a diverse opzioni, sia conservative sia chirurgiche, aventi lo scopo di attenuare il dolore e di ripristinare un’adeguata mobilità articolare.

Per quanto riguarda le prime, un doveroso cenno deve essere dedicato alla medicina rigenerativa. Da considerare dopo un attento focus sulla situazione del singolo paziente e nei casi in cui l’artrosi è all’esordio e un intervento risulterebbe sproporzionato rispetto alle indicazioni, prevede il ricorso a diversi preparati. In questo novero rientrano le cellule staminali mesenchimali. Cosa sono? Cellule adulte non specializzate, prelevate dal grasso del paziente attraverso una piccola procedura ambulatoriale. Nel momento in cui vengono inoculate in uno specifico distretto corporeo, sono in grado di differenziarsi e di specializzarsi nelle cellule del tessuto locale.

Nelle situazioni in cui, come già detto, l’usura articolare è già avanzata e il paziente fatica a condurre una vita quotidiana priva di dolore, si procede con l’impianto di protesi. A seconda della porzione di articolazione coinvolta dal processo di degenerazione cartilaginea, si può parlare di protesi totale o di protesi monocompartimentale.

Se fino a qualche anno fa l’intervento sopra citato era considerato un’operazione di chirurgia maggiore, oggi come oggi, grazie all’approccio mini invasivo, si può affrontare senza particolari traumi e con un rapido ritorno al sociale.

Prevenzione

Si può parlare di prevenzione di artrosi del ginocchio? In alcuni casi sì! Tra le strade più efficaci rientra il controllo del peso corporeo, per non parlare del focus sull’attività fisica. Molto importante è anche rinforzare i muscoli adiacenti all’articolazione del ginocchio. Per ridurre il rischio di avere a che fare con la gonartrosi è opportuno evitare – o esercitare con le indicazioni di un professionista qualificato – sport che hanno un alto impatto sull’articolazione del ginocchio.

Un valido aiuto arriva anche dall’alimentazione e, in particolare, dall’assunzione di nutrienti come le proteine vegetali e gli acidi grassi omega 3, contraddistinti da una forte efficacia antinfiammatoria.

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